Esercizi vocali: dalle emozioni alla postura 

La voce ci rende riconoscibili, in qualche modo ci identifica. Anche e soprattutto quando non è “canonica”. Pensiamo ad Adelaide (Vivian Blaine), l’eterna fidanzata di Frank Sinatra in Guy and Dolls o a Lina Lamont (Jean Hagen) in Singing in the rain che veniva doppiata da una giovanissima Debbie Reynolds, donne carismatiche ma con una voce respingente. Una bella voce, calda e sensuale, può rendere interessante qualunque persona. Ma da cosa è caratterizzata una bella voce? Ed è possibile migliorarla, rendendola più affascinante? 

“La voce è collegata al proprio Io profondo, il segreto è utilizzare la propria voce attraverso la propria identità, senza filtri, lasciando passare le emozioni, solo in questo modo si può migliorare la propria voce”, spiega la vocal coach Milena Origgi, d’origine italiana, ma da anni trapiantata a Boston, nota come Mylena Vocal Coach o The Voice Guru e creatrice del metodo Inborn Voice (www.inbornvoice.com). 

“Non è un percorso facile, ma nemmeno impossibile, richiede tempo e impegno. Il primo passo è la consapevolezza delle proprie capacità vocali per connetterle alle emozioni. La voce è uno strumento che va educato, non solo con vocalizzi, la postura e le performance del diaframma, ma anche attraverso l’interazione tra le vibrazioni vocali e la vita quotidiana. Il mio metodo innovativo è un vero e proprio ‘voice makeover‘, non viene trasformata solo la voce, ma l’intera persona, attraverso un percorso di riallineamento vocale. Occorre far emergere la voce che tutti hanno dentro, ma non riescono a liberarla. Con la voce ci esprimiamo, comunichiamo e dobbiamo imparare a spezzare le catene delle nostre emozioni più profonde”.

Il metodo Inborn Voice

Un miglioramento della propria voce non è solo un miglioramento delle capacità di conversazione, ma si estende anche ad avere migliori relazioni personali in tutti gli ambiti: lavorativo, sociale e sentimentale. “Prima di iniziare un percorso di formazione, viene fatta una valutazione vocale on line di 45 minuti dove si avrà un feedback sulla voce e sulle attuali capacità di comunicazione”, spiega Origgi, che tra i suoi clienti annovera importanti attori, cantanti e politici. 

“Se la persona decide di continuare, viene studiato un percorso personalizzato inteso a migliorare la voce, ma anche a rafforzare la propria autostima, a non avere paura, a riuscire a controllare gli stati d’ansia, sudorazione, secchezza della bocca e vuoti di memoria. Il mio metodo è in continua evoluzione, a oggi si divide in 3 fasce: l’area tecnica, l’area emotiva e il riallineamento vocale. La prima area non riguarda esercizi sonori, ma esercizi silenziosi, lievi modulazioni, potenziamento del diaframma per poi passare all’area emotiva, rimuovendo nella tonalità della voce quello
che è stato appreso di sbagliato, in modo volontario e involontario, cercando di far ritornare la vocalità allo stato originario. 

A questo punto inizia il riallineamento vocale, dove la persona ritrova il proprio equilibrio, la propria essenza, la purezza della sua voce. Alla fine del percorso si ha un aumento della respirazione diaframmatica di oltre il 400%, si eliminano le difficoltà respiratorie, il reflusso gastrico, si apprendono le corrette pause, le sfumature vocali e ci si sente meglio e sicuri di se stessi. E con una bella voce”. Il percorso richiede un impegno che va dalle 10 alle 20 sedute, secondo le necessità di ognuno. La vocal coach nel suo libro La via della Voce spiega
il metodo Inborn Voice, una visione olistica della formazione vocale. Il libro è stato incluso nella bibliografia del corso Communication Skills dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Esercizi per migliorare la voce

Il metodo Inborn Voice non ha niente a che vedere con i corsi di “public speaking” dove si eseguono esercizi già programmati che mancano di naturalezza e non si va a toccare l’emozionalità della voce. “Io mi considero un’accordatrice dell’anima, la voce nasce dall’interno e deve essere in sintonia con noi stessi. Non può essere una vocalità rigida, ma deve essere
fluida e vibrante – continua la Voice guru. 

“Esercizi vocali da fare da soli? L’esercizio più semplice e alla portata di tutti è registrarsi mentre si parla durante una conversazione romantica o di lavoro per poi riascoltarsi e assumere consapevolezza della differenza tra le emozioni che si volevano esprimere e quelle che realmente sono arrivate all’esterno. Purtroppo molte persone non si rendono conto di come risuoni agli altri la loro voce. Fare esercizi da soli però è un’arma a doppio taglio, senza la giusta supervisione si rischia di introdurre cattive abitudini vocali. Proprio per questo consiglio a chi ritiene la ripetizione meccanica di un discorso o di un esercizio tecnico come una panacea, di non eccedere. Non è questa la soluzione. Il consiglio che do sempre ai miei clienti, soprattutto agli attori, è di fermarsi non appena sentono trasparire la giusta emozione, per farla propria. Quando si tratta di vocalità è più importante la qualità delle sfumature che la quantità di esercizio”.

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